L'italia nel cuor....ecc..quello...che..s.
Antonello Priten...per il tuo comune
tutto quello che riuscì a leggere in quel rimasuglio di manifesto elettorale di chi sa quali elezioni, affisso abusivamente alla pensilina degli autobus. Il 73 barrato si faceva aspettare più del necessario e il tempo cominciava ad imprecare al posto suo. L'asfalto bagnato dalle secchiate di acqua della mattina mandava un sapore di olio e benzina, le pozzanghere di acqua nera erano solcate da ruote affamate di kilometri e ad ogni passaggio perdevano un po di quell'orrore. Il cielo era ancora pieno di cumulonembi carichi che aspettavano chissà quale comando per scaricare a terra tutta la pioggia che tenevano in grenbo, i suoi occhi si fissarono su un uomo che portava a pisciare il suo meticcio bastardo , lo seguiva con lo sguardo incurante del bus che stava arrivando e non riusciva a muovere nulla nel suo corpo. I pensieri erano persi, andati in anfratti del cervello troppo bui per tornare indietro. Bus passato. Tempo che ormai bestemmiava cristi che neanche conosceva. A suo ricordo niente lo rese più incazzato della visione del retro del 73 barrato che si allontanava, non provò nemmeno a correre, era una questione di dignità e orgoglio tutto maschile. La vista si spostò leggermente verso sinistra, su una porche Cayenne che arrivava a tutta velocità dalla curva, non si accorse nemmeno dell'immensa pozzanghera di terrore che riposava sul ciglio della strada. La porche si trasformo in un motoscafo che alzò uno tzunami di merda. Passata la macchina si accorse che tutto quello schifo aveva colpito in pieno quel bastardo e il suo cane. Ancora lo sentiva imprecare da lontano mentre camminando verso casa si accorse che stava ridendo a crepapelle. Di cuore e di cattiveria. Che soddisfazione la cattiveria, ti risolve le giornate...
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