mercoledì 31 marzo 2010

le sigarette alla gighen

stava gustando le ultime tirate della sua Marlboro morbida con i gomiti appoggiati alla pietra lavica del parapetto. L'aria di quel pomeriggio primaverile era resa celestina dal fumo dei caminetti che vecchiette ancora con i brividi di freddo avevano acceso già dalle prime ore del mattino, i muratori del cantiere giù sulla strada si affrettavano per tornare a casa e buttarsi sotto il fiotto di acqua calda che avrebbe lavato tutta la polvere che faticosamente avevano accumulato nella giornata. Stava gustando la sua sigaretta alla Gighen e gli venne in mente che quella notte sognò tantissimo, non tanti sogni ma uno solo, che non finiva mai. Aveva sognato lei, aveva sognato lei nuda, aveva sognato lei bagnata, aveva sognato lei, con la sua faccia, il suo corpo, il profumo della sua pelle, il profumo....aveva sognato che scopavano, aveva sognato che facevano l'amore, aveva sognato perfino il suo orgasmo proprio come se lo ricordava. Stranamente era riuscito anche a finire il sogno prima che suonasse la sveglia, un sogno così non lo aveva mai fatto, un sogno con un inizio, una storia ed una fine. Stranamente si ricordò anche che quando vivevano insieme non l'aveva mai sognata nella sua corporeità, nella sua bellezza, l'aveva sempre sognata nel corpo di un'altra donna, era lei ma in un'altra donna. Strano...
diede una sticchiata con il medio della mano destra al mozzicone di sigaretta cercando di mandarlo il più lontano possibile, immaginando che se ci fosse stata una gara di tiro al mozzicone sicuramente avrebbe ben figurato, aprì la porta del balcone ed entrò in casa.