venerdì 26 febbraio 2010

uno

Era un po di settimane che Amoresexy non si faceva vedere, e si miagolava in giro di cose strane, di vagabondi venuti dalla pianura, di grandi gattare. Ma tutto questo non preoccupava più di tanto Sebastiano, infondo nel suo giro tutto continuava come sempre. Solo, Amoresexy.

Pensò al peggio. Un mucchio di gattini cechi che lo avrebbero chiamato papà. Ma poi tutto sfumò appena annusò un odore strano, un odore nuovo, un odore di gatto mischiato a quello del sangue. Non riusciva bene a capire da dove provenisse, quale fosse l'origine, perchè tutto intorno a lui sapeva ormai di quell'umore. Era stordito, spaesato, incuriosito. Non faceva altro che camminare in tondo con il naso alto e il pelo gonfio. Dietro il casolare, dietro il fienile, dietro il pollaio perfino dietro al mucchio di letame, ma fu dietro ad un muro di recinzione ce si fermò, dove riconobbe la traccia di Amoresexy.

giovedì 25 febbraio 2010

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E' una storia semplice, o meglio è una storia come tante, lui che arriva in un posto nuovo, incontra la figlia del capo, si innamora, lei si innamora, lui ha un segreto glielo dice, lei s'incazza, lui torna salva il mondo e lei si rinnamora.

Quello che mi è piaciuto nel film è quello che la stragrande maggioranza di chi lo ha visto non capirà mai, anche se il regista lo ha dichiarato ai quattro venti. Il film è un film di denuncia, un film impegnato contro il disfacimento del pianeta terra da parte dell'uomo.

Ma a me a colpito il rapporto che avevano i nativi con la natura, con gli alberi, i fiori, gli animali. Un rapporto spirituale, sinaptico. Il rispetto per la preda uccisa solo per sfamarsi, lo stupore davanti a spettacolari fiori e mastodontiche piante. Un rapporto che noi uomini moderni abbiamo perso ormai, e che non sapremo mai più ritrovare assuefatti, lobotomizzati dalla pigrizia.

Quanti di noi scrivono ancora lettere con carta e penna, quanti di noi sanno scrivere in corsivo, quanti di noi sanno fare le divisioni senza calcolatrice.

E se magari un giorno,un giorno del cazzo, dovessimo ritornare indietro?

Il guaio è che questo film è fatto troppo bene, e lo ha fatto quello che ha fatto Titanic, e ci sarà sempre un coglione insala che dirà ad alta voce "me sto a roppe il cazzo, mo me ne vado"

Ciao coglione del cazzo. vattene dagli altri milioni di coglioni del cazzo!