Si ciarlava in macchina con Senzasangue...
Due pornografi che cercano di parlare di fica....
Lui molto più sfacciato di me, io con un background filmatico-culturale più profondo...
Si parlava dicevo e si discuteva di disponibilità "ma come si fa, ho voglia di fighetta" "vorrei innamorami di un puttanone, non mi interessa bionda mora o roscia ma che sia un puttanone, cioè che me la dia senza troppi sfrillonzoli e che non badi al come" "se fossimo stati froci avremmo avuto molte più possibilità di scopare". A questo punto ci è venuta la folgorazione...
L'uomo è da sempre più disponibile delle donne, in tutte le cose: vai ad uno sportello postale e se c'è un uomo dall'altra parte sicuramente per mandare la cazzo di raccomandata c'hai messo il triplo del tempo ma il tutto si è svolto in cllima molto disponibile. Trovi una cazzo di polizziotta nervosa che ti ferma al posto di blocco e sta sicuro che tutto va nel verso giusto, ma hai sudato freddo per 10-12 minuti con la paura di una mega multa.
L'uomo è più disponibile della donna, lo si vede anche nell'anatomia del corpo.
Il cazzo non è che un manico che si prende, ti ci puoi afferrare se rischi di cadere, è come un antistress da stringere e giocarci, puoi provarlo ad infilare in tutti i buchi, si accontenta di una stretta di mano Purtroppo la fica no, già per vederla devi far allargare le gambe, mentre se n uomo è contento lo capisci anche da vestito, poi per poterci mettere il suo giusto incastro devi penare le pene dell'inferno se il tutto non è ben lubrificato, senza parlare poi della rottura di coglioni per arrivarci, le parole che si devono spendere e buttare al vento, le carezze e tutto il resto...
sabato 28 novembre 2009
venerdì 6 novembre 2009
Sebastiano
Sebastiano.
Gatto campestre, vive intorno ad un casolare di campagna abitato da una famiglia neocontadina, o meglio new-ecology, che ha mollato tutto per vivere l'agricoltura bio-dinamica (ma questa è un'altra storia). Sebastiano non ha grandi problemi, mangia gli avanzi del pranzo della famiglia bio-dinamica, quando gli va si fa dare una grattatina sotto il musetto, si fa grosse passegiate nei dintorni del casale, ogni tanto, quando capita, amoreggia con una gatta selvatica che abita la macchia li vicino - lui la chiama Amoresexy - e, soprattutto, fa il suo dovere di gatto. Il suo lavoro è acchiappare i topolini di campagna che approfittano della famiglia bio-dinamica ( per questo è stato adottato) e, devo dire, che se la cava abbastanza bene.
Però c'è un problema.
Sebastiano, di solito, si strafoga tutto quello che gli passano e quando riesce a prendere un topolino, non lo mangia ma lo porta moribondo sull'uscio della porta del casolare e sta li a miagolare finchè qualcuno non apre per mostrargli il frutto del suo lavoro. Questa procedura la ripete ogni volta che prende un topo, tranne se il topolino serve ad ammorbidire Amoresexy e farlo amoreggiare un "tantinello".
Gatto campestre, vive intorno ad un casolare di campagna abitato da una famiglia neocontadina, o meglio new-ecology, che ha mollato tutto per vivere l'agricoltura bio-dinamica (ma questa è un'altra storia). Sebastiano non ha grandi problemi, mangia gli avanzi del pranzo della famiglia bio-dinamica, quando gli va si fa dare una grattatina sotto il musetto, si fa grosse passegiate nei dintorni del casale, ogni tanto, quando capita, amoreggia con una gatta selvatica che abita la macchia li vicino - lui la chiama Amoresexy - e, soprattutto, fa il suo dovere di gatto. Il suo lavoro è acchiappare i topolini di campagna che approfittano della famiglia bio-dinamica ( per questo è stato adottato) e, devo dire, che se la cava abbastanza bene.
Però c'è un problema.
Sebastiano, di solito, si strafoga tutto quello che gli passano e quando riesce a prendere un topolino, non lo mangia ma lo porta moribondo sull'uscio della porta del casolare e sta li a miagolare finchè qualcuno non apre per mostrargli il frutto del suo lavoro. Questa procedura la ripete ogni volta che prende un topo, tranne se il topolino serve ad ammorbidire Amoresexy e farlo amoreggiare un "tantinello".
martedì 27 ottobre 2009
satomi
Satomi è un gatto persiano, chiamato così solo perchè aveva il pelo dello stesso colore di Satomi il tastierista dei Bee Hive (quelli di baby i love you).
E' uno di quei gatti domestici che se fosse nato donna sarebbe una di quelle che se la tirano, che se la fanno leccare solo da chi possiede una Mursielago o una Enzo Ferrari, e agli altri lasciano solo la vista del culo fasciato in un tubino nero girofica.
E' uno di quei gatti che mangia solo le scatolette di pesce dell'oceano e tonno pinna rossa.
E' uno di quei gatti che in casa fa la spola tra la sedia morbida, il divano e la lettiera, e che sono buoni solo per infilarli in fondo al letto per tenerti caldi i piedi d'inverno.
E' uno di quei gatti domestici che se fosse nato donna sarebbe una di quelle che se la tirano, che se la fanno leccare solo da chi possiede una Mursielago o una Enzo Ferrari, e agli altri lasciano solo la vista del culo fasciato in un tubino nero girofica.
E' uno di quei gatti che mangia solo le scatolette di pesce dell'oceano e tonno pinna rossa.
E' uno di quei gatti che in casa fa la spola tra la sedia morbida, il divano e la lettiera, e che sono buoni solo per infilarli in fondo al letto per tenerti caldi i piedi d'inverno.
giovedì 22 ottobre 2009
la cosa più meravigliosa della giungla
... e se foste stati li, in quel momento, avreste visto la cosa più meravigliosa della giungla:il lupo spezzare a metà il suo salto, tanto da ricadere nello stesso punto da cui si era lanciato...
http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/wildlife-photographer/1.html
http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/wildlife-photographer/1.html
lunedì 19 ottobre 2009
32
Trentaidos è il nome di un gatto randagio pezzato, libero, cupo come sa esserlo chi non mangia tutti i giorni e vede il mondo da uno solo occhio, intelligente come solo i bastardi sanno essere. Per lui esisteva ormai solo la strada e l'adrenalina che riusciva a fargli scorrere nelle vene.
Guercio da un occhio, colpa di una macchina scalcinata che aveva il paraurti a brandelli, che svolazzavano al vento come bandiere sfillacciate. Proprio un brandello laterale all'ennesimo attraversamente gli portò via l'occhio destro e gli lasciò una profondo cicatrice lungo tutto il muso.
Guercio da un occhio, colpa di una macchina scalcinata che aveva il paraurti a brandelli, che svolazzavano al vento come bandiere sfillacciate. Proprio un brandello laterale all'ennesimo attraversamente gli portò via l'occhio destro e gli lasciò una profondo cicatrice lungo tutto il muso.
martedì 6 ottobre 2009
Puzzle
Sono uno che ragionava e ragiona tutt'ora per massimi sistemi, convinto che è più importante il risultato del procedimento, che è più importante la visione d'insieme piuttosto che il particolare.
Eppure, ed è qui l'anomalia, sin da piccolo mi sono sempre piaciuti i puzzles, mi davano, e ancora adesso lo fanno, un senso di tranquillità puerile, un'assoluta certezza che, prima o poi, il risultato sarebbe apparso alla mia vista nella sua totalità con tutto il fascino di una cosa venuta bene. Allo stesso tempo, però, la delusione vestiva la mia anima quando, arrivato alla fine, ti mancava un unico pezzettino del cazzo, magari un pezzo tutto grigio, che doveva andare a completare l'ombra di una colonnina di un balconcino di una casettina di un paesino infondo al paesaggio. Allora tutto il lavoro era valso a niente, anche se il puzzle raffigurava un bellissimo paesaggio alpestre i miei occhi ricadevano esclusivamente e nervosamente sul quel cazzo di buco. Comunque, la stessa attenzione ai particolari la metto nel fare le cose, nel costruire le cose; compro l'attrezzo adatto, prendo la vite e i bulloni della misura esatta e nell'esatta quantità che serve, sto attento ai materiali, con scrupolo eseguo ogni mossa pensando a non far danni e soprattutto a fare il lavoro fatto bene. E le cose mi riescono bene, perchè penso sempre a quel cazzo di buco nel mio puzzle e penso sempre che basta una sciocchezza per rovinare tutto.
Poi...
Poi...
Poi...poi quando si tratta di rapporti umani, con le persone intendo, mi trasformo. Entra in me il demone massimalista, che da tutto per scontato. Preferisco galleggiare sulle mie convinzioni senza accorgermi che la ciambella a cui sono aggrappato si sta lentamente sgonfiando e mi sta facendo affogare.
Scusami Frida, perdonami. Non mi sono accorto della tua infelicità, non mi sono accorto che la causa ero io, non mi sono accorto che ho rotto io il cristallo della tua fragilità. In questi ultimi tempi sono stato per te un appiglio che si sgretolava ogni volta che tu provavi ad aggrapparti.
Eppure, ed è qui l'anomalia, sin da piccolo mi sono sempre piaciuti i puzzles, mi davano, e ancora adesso lo fanno, un senso di tranquillità puerile, un'assoluta certezza che, prima o poi, il risultato sarebbe apparso alla mia vista nella sua totalità con tutto il fascino di una cosa venuta bene. Allo stesso tempo, però, la delusione vestiva la mia anima quando, arrivato alla fine, ti mancava un unico pezzettino del cazzo, magari un pezzo tutto grigio, che doveva andare a completare l'ombra di una colonnina di un balconcino di una casettina di un paesino infondo al paesaggio. Allora tutto il lavoro era valso a niente, anche se il puzzle raffigurava un bellissimo paesaggio alpestre i miei occhi ricadevano esclusivamente e nervosamente sul quel cazzo di buco. Comunque, la stessa attenzione ai particolari la metto nel fare le cose, nel costruire le cose; compro l'attrezzo adatto, prendo la vite e i bulloni della misura esatta e nell'esatta quantità che serve, sto attento ai materiali, con scrupolo eseguo ogni mossa pensando a non far danni e soprattutto a fare il lavoro fatto bene. E le cose mi riescono bene, perchè penso sempre a quel cazzo di buco nel mio puzzle e penso sempre che basta una sciocchezza per rovinare tutto.
Poi...
Poi...
Poi...poi quando si tratta di rapporti umani, con le persone intendo, mi trasformo. Entra in me il demone massimalista, che da tutto per scontato. Preferisco galleggiare sulle mie convinzioni senza accorgermi che la ciambella a cui sono aggrappato si sta lentamente sgonfiando e mi sta facendo affogare.
Scusami Frida, perdonami. Non mi sono accorto della tua infelicità, non mi sono accorto che la causa ero io, non mi sono accorto che ho rotto io il cristallo della tua fragilità. In questi ultimi tempi sono stato per te un appiglio che si sgretolava ogni volta che tu provavi ad aggrapparti.
giovedì 17 settembre 2009
odi
Solo per aggiungere qualche odio al superfluo...
odio le ragazze che hanno il secondo dito del pede più lungo del pollice, o meglio odio i piedi delle ragazze che hanno il secondo dito del piede più lungo del pollice;
odio le ragazze che hanno i piedi brutti, o meglio le odio solo dopo che si sono tolte le scarpe;
odio le persone che ti passano davanto quando sei in fila (diosanto se le odio);
odio mangiare la pasta fredda, perchè è superata;
odio la gente che mi toglie le cose dalle mani;
odio quando mi si stacca la connesione e sto vedendo i cavalieri dello zodiaco;
ma soprattutto odio le persone che mettono Baby in un angolo, nessuno può mettere Baby in un angolo, capito?
continua......
odio le ragazze che hanno il secondo dito del pede più lungo del pollice, o meglio odio i piedi delle ragazze che hanno il secondo dito del piede più lungo del pollice;
odio le ragazze che hanno i piedi brutti, o meglio le odio solo dopo che si sono tolte le scarpe;
odio le persone che ti passano davanto quando sei in fila (diosanto se le odio);
odio mangiare la pasta fredda, perchè è superata;
odio la gente che mi toglie le cose dalle mani;
odio quando mi si stacca la connesione e sto vedendo i cavalieri dello zodiaco;
ma soprattutto odio le persone che mettono Baby in un angolo, nessuno può mettere Baby in un angolo, capito?
continua......
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