martedì 6 ottobre 2009

Puzzle

Sono uno che ragionava e ragiona tutt'ora per massimi sistemi, convinto che è più importante il risultato del procedimento, che è più importante la visione d'insieme piuttosto che il particolare.

Eppure, ed è qui l'anomalia, sin da piccolo mi sono sempre piaciuti i puzzles, mi davano, e ancora adesso lo fanno, un senso di tranquillità puerile, un'assoluta certezza che, prima o poi, il risultato sarebbe apparso alla mia vista nella sua totalità con tutto il fascino di una cosa venuta bene. Allo stesso tempo, però, la delusione vestiva la mia anima quando, arrivato alla fine, ti mancava un unico pezzettino del cazzo, magari un pezzo tutto grigio, che doveva andare a completare l'ombra di una colonnina di un balconcino di una casettina di un paesino infondo al paesaggio. Allora tutto il lavoro era valso a niente, anche se il puzzle raffigurava un bellissimo paesaggio alpestre i miei occhi ricadevano esclusivamente e nervosamente sul quel cazzo di buco. Comunque, la stessa attenzione ai particolari la metto nel fare le cose, nel costruire le cose; compro l'attrezzo adatto, prendo la vite e i bulloni della misura esatta e nell'esatta quantità che serve, sto attento ai materiali, con scrupolo eseguo ogni mossa pensando a non far danni e soprattutto a fare il lavoro fatto bene. E le cose mi riescono bene, perchè penso sempre a quel cazzo di buco nel mio puzzle e penso sempre che basta una sciocchezza per rovinare tutto.
Poi...
Poi...
Poi...poi quando si tratta di rapporti umani, con le persone intendo, mi trasformo. Entra in me il demone massimalista, che da tutto per scontato. Preferisco galleggiare sulle mie convinzioni senza accorgermi che la ciambella a cui sono aggrappato si sta lentamente sgonfiando e mi sta facendo affogare.
Scusami Frida, perdonami. Non mi sono accorto della tua infelicità, non mi sono accorto che la causa ero io, non mi sono accorto che ho rotto io il cristallo della tua fragilità. In questi ultimi tempi sono stato per te un appiglio che si sgretolava ogni volta che tu provavi ad aggrapparti.

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